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   Il LICEO ARTISTICO STATALE "de Chirico" è situato al centro di Torre Annunziata alla via Vittorio Veneto 514. E' inoltre  facilmente raggiungibile con la Circumvesuviana alla fermata di Trecase o con l'auto uscendo al casello di Torre Nord.

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Storia della città di Torre Annunziata

I primi abitanti della valle del Sarno furono gli Osci. Nell' VIII secolo a.C. seguirono i Greci e poi gli Etruschi. Verso la fine del V secolo iniziò in Campania la dominazione sannita, spazzata via dai Romani solo nell' 89 a.C.. Inizia così la storia di Torre Annunziata con l'antica Oplonti, che ospita le ville di Poppea e di L.Crasso Terzo (famoso il rinvenimento degli ori). L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse tutto, dando inizio ad un periodo oscuro di circa un millennio durante il quale comparve una fitta vegetazione, la Silva Mala, infestata da belve e ladroni.
  
Verso l'anno 1000 si ebbero alcuni stanziamenti di abitanti presso il mare, dediti alla pesca e all'agricoltura, che man mano ripopolarono tutta la zona. Durante la dominazione Angioina, il Conte R. Orsini fece costruire una Torre per la difesa (circa nel 1300).
  
Nel 1319 Carlo d'Angiò donò questa terra a dei fedeli che fondarono una chiesa dedicata alla Vergine Annunziata, un piccolo monastero e un ospizio. Tutto il casale prese, quindi, il nome di “Torre dell'Annunciata” e si sviluppò affianco a quello di “Terra Vecchia” (a Nord).

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Nel periodo Aragonese (1415) la regina Giovanna II donò il Casale e parte della Silva Mala, in feudo ad un amalfitano, Niccolò D'Alagno. Il feudo si estese poi con la famiglia Orsini di Nola che successe al D'Alagno. Furono costruiti mulini e una zecca alla foce del Sarno per sfruttare le sue acque.
La borgata di Torre dell'Annunziata si ampliò urbanisticamente con la costruzione, prima di nuove chiese e poi di case.

L'eruzione del 1631 distrusse quasi completamente tutta la zona e le borgate, ma la ricostruzione iniziò subito, richiamando gente anche dalla costiera Sorrentina. Durante il periodo Borbonico Torre dell'Annunziata e Terra Vecchia si unirono nell'unica Torre Annunziata.

Carlo III diede un importante impulso industriale facendovi costruire nel 1758 l'attuale Fabbrica d'armi, che si affiancò allo sviluppo dei mulini e dei pastifici per l'afflusso sempre maggiore di popolazione, segnando così l'inizio del 1800, secolo d'oro della città.

Dal 1810 al 1815 Torre Annunziata divenne Gioacchinopoli, regnando a Napoli Gioacchino Murat, che finalmente fece cessare ogni dominio feudale.
Nel 1844 sotto la restaurazione Borbonica si prolungò la ferrovia da Portici fino a Torre Annunziata e poi fino alla Calabria.
  
Con il Regno d'Italia, nel 1871, furono terminati i lavori del porto e dello scalo marittimo delle ferrovie. Si ebbe un notevole sviluppo commerciale con importazione di grano e carbone, e un'esportazione mondiale di paste alimentari.

Alla fine dell'800 Torre Annunziata era un immenso pastificio che assorbiva il 60% della forza lavoro.

Nel 1887 nasce la Ferriera del Vesuvio e nel 1898 la ferrovia Circumvesuviana. Le attività industriali fiorirono fino alla II guerra mondiale, nonostante le eruzioni del Vesuvio del 1906 e la I guerra mondiale.
  
Il 1943 fu l'anno della crisi dell' arte bianca.


 

 

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